Vado al mercatino, giù nella piazza. Mi aggiro furtivo tra le bancarelle in preda a ricerche spasmodiche di ingredienti vari, in un gigantesco bazar, pieno di colori e musica. Ascolto, dietro gli astanti, mercanti imbonitori vantare la qualità della merce. Oh sì, c’è proprio di tutto qui al Mercatino del Sole, e.. oh sì, qualche volta si può concludere qualche buon affare, trovando lo sconto tre per due e anche il due per otto, ma non disprezzando, perché, si sa “chi disprezza caro compra”.
Lane più o meno pregiate, vestiti occidentali dal taglio dimenticato e scarponi… oh! ecco quel che cercavo…. il mercante mi squadra con la faccia pensierosa, il mio sguardo e il mio ghigno criminale non lo rassicurano, ma lui vende no? e allora? chi se ne importa, “devo portare a casa la pagnotta per i miei sette figli che la mia mujere mi ha donato… e i prezzi oggi sono stracciati, veramente stracciati, la merce arriva fresca e pronta, dai grandi mercati”.
Mi riguarda mentre prendo alcuni funghi a cappello largo, mi dice che se si preme la testa si ha il tempo di sentire il loro odore per tre secondi prima di provare l’estasi divina. Schiocca la lingua. Costano poco, solo un paio di dollari l’uno, “di quanti ne ha bisogno”? mi chiede con fare indaffarato, “una decina” faccio io, e mi rimanda “se prende la cassetta completa le faccio lo sconto, solo due in più…” esita, io nicchio, faccia plissettata io, lui non fa una piega, da giocatore di poker al rilancio. Mi studia. “Guardi – mi fa – può prendere queste arance e queste ananas, le può utilizzare come vuole, sono piccole ma piene, e poi fa un affare se prende la cassetta…”… l’offerta è allettante, il costo è veramente notevolmente basso e poi, sai, a fare un figurone con gli amici, ma due casse non si consumano e poi dove le conservo? cincischio e lui comprende, offre: “una mezza cassa di una e una mezza cassa di altre allo stesso prezzo”, faccio velocemente i calcoli, perde da una parte e guadagna dall’altra, si è appena fatto un cliente, mescola arance e ananas nella stessa scatola, fa in modo che non si urtino perché non deperiscano e si conservino a lungo.
Mi mostra degli alberelli a testa rossa, grigia e azzurra e mi mostra il tubo con il quale piantarli, spiegandomi il frutto rosso e circolare che fanno: potenzialmente interessato, guardo l’invaso stretto e lungo in cui sono posti per l’acclimatamento. Sguardo preoccupato: non ci siamo con le misure, non entra in macchina il tubo e la cassa è più pesante del previsto. Ride, con sguardo franco e divertito: il tubo può andare sul tetto e la cassa “si incastra sul sedile posteriore… sì lì va bene” ulula mentre mi aiuta a caricare…. “ho dell’uva, a grappolo… rossa, nera, fresca, appena giunta di là dal muro” e indica con una mano oltre la mia vista e la mia persona. La tecnologia fa miracoli, come il sole, l’acqua e il clima che fanno crescere rigogliose le piante. No, l’uva non mi interessa, oggi almeno credo sia un po’ più cara e la richiesta scarseggia…. i prezzi non si abbasseranno…
No, faccio determinato, oggi l’uva no.
Sorride, la pagnotta è stata guadagnata per oggi. Rifà i conti, rapido e veloce il riepilogo. Mi guarda sottecchi e… cribbio quest’uomo è proprio furbo come una volpe, conosce le mie debolezze, sa quanto sono in grado di spendere… mi fa: “ho un pezzo importante, di là… ” e indica lo spazio dietro di sé, malcelato da una tenda, forata in alcuni punti. Guardo, non mi interessa, il prezzo è alto per una cosa così antiquata. Mi schermisco, diventa difficile trattare, fa uno sconto che ritengo esagerato, mi assicura che per quell’attrezzo ha anche i pezzi di ricambio che ormai non si trovano più…
Capisco: se lo vuole togliere davanti, ma davvero non so che farmene e dove parcheggiarlo, un carrarmato anticarro. E poi ho già fatto la spesa con la tuta, gli scarponi mimetici, le mine antiuomo – una cassa -, gli ananas e gli shrapnel – due mezze casse che fanno una – un bazooka completo di razzi aria-aria, terra-aria, e poi no, oggi le bombe a grappolo non servono, le usano i bambini, un altro po’.
Penso al khalashikov in cantina sotto la tavola, caricato e oliato, oggi si organizza un attentato, contro le forze di pace, che vengono a spegnere fuochi mentre noi li accendiamo, credendo in qualcosa in cui anche noi ci rispecchiamo e forse vorremmo un po’ diversa.
Così vedo un pezzo della mia giovane vita scorrere via per ogni uomo ucciso e non sarà la ricompensa del mio vivere ultraterreno la migliore garanzia del compimento del loro dovere.
Il raid è veloce, secco, senza ritorno, cado esanime al suolo, la mia breve vita corre via in un baleno, la Grande Luce mi avvolge… nell’ultimo istante vedo la faccia del mercante che ride chino su di me, mentre scarica la mia macchina… oggi ha guadagnato per due volte, otto persone hanno guadagnato un altro lungo giorno.








